Nicola Buffa
Una vita per la Musica
Una vita per la Musica
nov 10
Ho voluto dedicare questo disco alla città di Roma non certo per esaltarne una presunta superiorità storica e di stirpe, quanto piuttosto per celebrarne la straordinaria bellezza e la ricchezza di suggestioni ed emozioni che è capace di regalare attraverso la sua arte, i colori, i sapori, il clima e l’ospitalità.
Pur essendo il luogo che mi ha dato i natali, non mi posso considerare un romano a tutti gli effetti in quanto i miei genitori non sono di Roma: questo mi rende più obiettivo nel formulare il mio giudizio su una città che lentamente ma inesorabilmente mi ha avviluppato tra le spire dei suoi dolci umori conquistandomi l’anima fino al punto di farmi innamorare.
Spero che i nostri amministratori siano in grado di comprendere le necessità della città rispettandone le caratteristiche e abbiano quindi il coraggio di prendere decisioni che la rendano più vivibile e meno sofferente.
Devo dire tuttavia che passeggiando per Roma mi sento come un foto-reporter che cattura con gli occhi della mente, prima ancora che con la macchina fotografica, le immagini meravigliose di eventi artistici che rappresentano un espressione talmente elevata dell’ingegno umano da toccare la sublimazione.
Come se non bastasse tutto ciò viene esaltato da una straordinaria luce, tipica figlia del clima mediterraneo, che esaltandone i cromatismi si stempera in una fantasmagorica varietà di colori.
Cosa dire poi della cucina?!? in altri paesi si mangia per nutrirsi, da noi mangiare è un culto e la cucina romana è famosa e apprezzata in tutto il mondo per la varietà e la gustosità delle pietanze non chè per la ricchezza di sapori e di colori che da sempre contraddistinque la così detta “cucina povera”.
Come non sottolineare inoltre l’enorme cuore dei romani che si traduce sotto forma di una grande ospitalità, tantè vero che risulta sempre più difficile incontrare un romano “vero” ciò che rende Roma una delle città più multi etniche e multi razziali del mondo, perchè non si sforza di tollerare lo “straniero” piuttosto lo adotta.
I dieci brani contenuti nel disco sono caratterizzati da melodie molto cantabili, come nella migliore tradizione della nostra canzone popolare ma con innegabili e doverosi riferimenti ad autori colti come Ottorino Respighi e Nino Rota.
Gli accordi si muovono su sequenze armoniche tonali conferendo ai brani la sonorità calda e appassionante tipica della musica latina.
I ritmi per lo più sono stati scelti nella vasta gamma che la musica delle varie etnie legate al bacino del mediterraneo ci ha messo a disposizione.
Tutti i brani sono basati su strutture rigorose ma alcuni contengono delle parti improvvisate che conferiscono a tutto il disco un certo respiro Jazzistico: tutto ciò a conferma del mio sentimento di voler’essere un italiano con un grande desiderio di girare per il mondo.
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